La metamorfosi.

Proprio come Gregorio Samsa, trascino avanti una presenza sconosciuta ed è la vergogna di essere diversi, di essermi perso forse irrimediabilmente;
Percorrere sentieri aperti verso il nulla, tanti vicoli ciechi nei quali guardare in faccia il proprio destino, e quindi strisciare su e giu per le pareti alla ricerca dei luoghi familiari che non esistono, perchè sono io ad essere cambiato, sono forse occhi nuovi questi?
Dunque derisione, odio e cosa ti resta se non la speranza di non essere cambiati poi così tanto, di aver conservato una parte di noi stessi, quanto basta per riconoscersi ancora una volta.

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