Solipsismo.

Seconda regola: dimenticare ogni forma di compassione. Quando sullo sfondo del dolore diventa difficile comunicare, le parole appaiono come sfocate, strabordano fuori di se stesse, bisogna provare a trattenerle affinchè le sensazioni abbiano un volto umano e riconoscibile;
quello che voglio dire è che, insomma non mi sono mai illuso del fatto che qualcuno potesse sentire ciò che sento, sentire la mia vita come la sento io, ed ogni volta mi accorgo che dio non esiste e che siamo dannatamente soli, per quanto si possa vivere nella finzione, assolutamente necessaria almeno quanto l’auto-inganno, la verità è che ci interessa solo ciò che ci tocca direttamente, la compassione è l’ennesima opera di falsificazione dell’uomo.

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