Per l’uomo comune la regola e’ dimenticare la regola

Tutti alla disperata ricerca di un identità sociale, di un prefisso da appiccicare al nome e possibilmente anche alla pelle, dietro di essa c’è la fragilità del vuoto, di nude convenzioni che si autoriproducono senza produrre nuovo senso, qui trionfa l’essere umano, l’animale intelligente che ha creato una società e delle leggi arbitrarie e che si accapiglia e lotta strenuamente con le unghie e con i denti per ritagliarsi un posto importante all’interno del colombarium lui stesso creato. Non vorrei mai poter guardare il mondo dall’alto, mi sembrerebbe un circo.

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