Le catene che ci avvincono di più, sono sempre quelle nuove.

Disprezzo quel saldo attraccarsi nel porto dell’arrendevolezza, ma anche la sorda arroganza di chi pensa che il potere lo renda libero, di chi parla della sublime bellezza di orizzonti infiniti mentre riposa saldamente sul letto della convenzione e della vuota e arida scalata verso il raggiungimento di una migliore posizione. La libertà è nell’autenticità di ogni scelta, fosse anche la più insignificante, inutile e boriosa; in quella frazione di secondo in cui assumo il controllo della mia vita. Tutto il nostro potenziale risiede unicamente nella possibilità della scelta, per il resto siamo il peggior animale sulla terra, l’unico che ama ingabbiarsi da solo, che si sente sicuro tra quattro sbarre, sempre a condizione che siano dorate: l’animale burocratico.

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