Verita’ e Finzione: L’istrionismo

A volte, dentro di me si mischiano indistintamente verità e finzione; cosicché non so mai quali lati di me stesso siano la rappresentazione autentica di me stesso oppure il riflesso di una qualche costruzione precedentemente acquisita nella mia mente. Ma, in fondo, chi può dirsi autentico? C’è chi sostiene, addirittura, che non esista alcuna forma di creazione tale da definirsi pura, che non sia stata precedentemente acquisita, finanche nei meandri del proprio inconscio, da un qualcosa che si è già visto o sentito. Sembrerebbe una riflessione interessante, chissà in quale misura possa dirsi applicabile persino alle persone, prese nella loro singolarità e unicità. Tutto sommato, credo che se in ognuno di noi non ci fosse una parte di finzione, come uno schermo, non potremmo difenderci dallo straripare caotico del mondo attraverso la parte più autentica di noi stessi. Insomma, e’ necessario che si dia in pasto al mondo un immagine “finta” di noi stessi , affinché quest’ultimo non annulli la nostra più preziosa e interiore singolarità. Oppure, richiamando, come al mio solito, un filosofo moderno di mia conoscenza,  puo’ darsi semplicemente che la verità (intesa anche come ciò che è autentico) non esista, ma che sia solo un immagine poeticamente abbellita della finzione.

  

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