Il pensiero uccide.

Quante sciocchezze! Questi accademici e i loro pensieri da laboratorio. Adesso, pensare sarebbe addirittura un atto di libertà? Liberi da che cosa poi?  E se pensare volesse dire costruirsi la propria prigione? Si scava sempre più giù e ancora più giù, poi ci si guarda intorno instupiditi, quasi con aria smarrita, proprio mentre la vita ha smesso di battere sotto cumuli di terra. Nonostante ciò, non voglio smettere. Non posso smettere. La mia vita e’ una serie innumerevoli di atti rallentati. Viviseziono la vita quando ormai ha già smesso di respirare, come si fa con i cadaveri. Mi sembra che si possa pensare a qualcosa, soltanto dopo che il pensiero l’abbia fatta a brandelli; e’ probabile che i pensieri siano solo sostanze organolettiche, soltanto poltiglie di concetti. Non si può sfuggire, il pensiero uccide la vita. Credo che anche questo blog sia soltanto un insieme indefinito di interruzioni. Tutto sommato, va bene così.

  

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