Pensiero e azione

Non so agire, non ho mai imparato a farlo. Posso comprendere quanto questa non sembri la peggiore delle confessioni. Ciò nonostante, chiunque volesse accusarmi di ingiustificata e apparente immobilità, mi coglierebbe con le mani nel sacco, senza alcuna possibilità di replica. Ma, davvero, di immobilità si tratta? Mi è sempre mancato quel carattere di immediatezza tipico di chi agisce, poiché v’è sempre, ormai raggiunta l’acme dell’azione,  un certo punto di rottura in cui non resta da fare altro che agire e basta senza quell’arzigogolare della mente, che più di qualunque altra cosa sembrerebbe frenarne l’empito. Un certo filosofo stagirita sosteneva che qualunque tipo di agire potesse definirsi saggio soltanto nella misura in cui fosse, allo stesso tempo, consapevole delle conseguenze della sua azione pratica. Ora, credo che il mio problema non sia tanto da ricercare in una scarsa di coscienza del mio agire, quanto nel suo eccesso. Insomma, quando arriva il momento di saltare, io resto lì impalato e immobile a pensare alle terribili conseguenze che potrebbe avere ogni singolo atto sbagliato; così, non muovo un piede senza che mi segua il pensiero.  Ve l’ho detto sono inguaribile, non so agire e sembra che l’eziologia della mia patologia sia da ricercare nel meccanismo asfissiante del mio pensiero. A questo punto viene facile pensare che la totale assenza di azione consegni colui che ne è affetto alle paludi stagnanti dell’immobilità del pensiero. Ma ne siete così sicuri?  Non vorrei proprio io, che sono affetto dalla malattia dell’in-azione, teorizzare un primato del pensiero. Orbene, sembra che pensiero e azione sia strettamente interdipendenti, non si può pensare ad una senza che essa si richiami all’altra. Tuttavia, sembra che proprio laddove l’azione non possa esercitare il proprio effetto, proprio lì avanzi il pensiero. Ma in che modo? nella maniera in cui esso può armare se stesso dell’arma più temibile: quella del giudizio, cioè mi riferisco al modo in cui il pensiero, giudicando la realtà, possiede il potere di plasmarla a sua immagine e somiglianza. Sembra proprio che tutto ciò che non sia modificabile attraverso l’esercizio di un’azione pratica, possa, tuttavia, essere pensato in modo diverso. Si, è soltanto una questione di prospettive; nessuno si sorprenda, mi piace sguazzare nel pantano delle ovvietà.

 

pensiero.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: