Signor. N.

Da stanotte ho smesso di sognare, la realtà, un po’ sorniona, deve essere filtrata attraverso qualche anfratto nascosto della mia coscienza. E’ stato un soltanto un battito di ciglia e un attimo dopo ero cambiato, eppure sono sempre lo stesso. Io.

Ho impudicamente ricalcato sulla carta, ormai logora, su cui avevo apposto i miei pensieri. Io sono il signor Nessuno. Il punto. Una linea discontinua. La voragine all’interno della  quale la possibilità ha ormai smesso di esser tale: vi sono soltanto una miriade di potenzialità stese al sole, proprio lì ad asciugare; e sono lì per restare tali, si capisce, in disuso. Anch’esse avrebbero desiderato continuità, un moto costante e perpetuo, invece di quella macchina scoppiettante, claudicante e arrugginita. Quasi destinata a divenire grande, ma ridotta ad un cumulo di pietre e di macerie, come il tempio di Gerusalemme.

Io non sono nessuno, forse un personaggio letterario; ma nulla che conti di più di questo…

 

jeff-wall-thecrookedpath9

 

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