Prospettive di senso

La sera, quest’oggi, e’ calata all’improvviso, tutto ad un tratto la luce e’ scivolata giù negli anfratti del cielo. Alcuni giorni sono inconsistenti, sono come dei treni fantasma che, silenziosamente, procedono lungo binari invisibili. Lo scalpitio isterico e le voci frastagliate che provengono dalla strada, mi ricordano che, nonostante io sia qui fermo, la vita continua ancora a palpitare, ad ingurgitare suoni, parole e cose. Resto seduto. Recito il gioco del silenzio, so che oltre l’apparente immutabilità di questo stato, c’è solo la volgarità della vita: di chi vive consumando la vita, rispondendo unicamente ai propri istinti. Accumulare e consumare sono le uniche leggi di chi ha dimenticato il fondamento, quella struttura di senso che dovrebbe governare ogni coscienza, cioè guardare alla vita, interrogandola. Interrogando se stessi. Esterno ed interno, ad un certo punto, s’inerpicano attraversi differenti sentieri. L’uno semplicemente vivendo, l’altro tracciando un percorso circolare intorno alle cose, scavando intorno ad essi con il pensiero. Questa è la vera sfida di una vita “consapevole”. Vivere, trattenendo anche solo un’oncia di significato, richiede coraggio.

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3 Risposte to “Prospettive di senso”

  1. Fondamento… una parola quasi “solida”… Davvero fa pensare a tutto ciò che si allontana dall’inconsistenza della pseudo-vita di tutti i giorni e punta dritto al senso di fondo… che potrebbe essere molteplice, in continuo movimento, ma comunque alieno rispetto a certe miserie quotidiane che i più percepiscono come importantissime…

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    • Esatto, cara Angela. Ciò che ricerco e’ proprio il “fondo”, quello che resta al di sotto delle molteplici stratificazioni della vita, delle sue manifestazioni “superficiali”…

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  2. Pur essendo tale fondo di senso altrettanto mutevole, come lo è altrettanto la vita, resta comunque qualcosa in grado di “illuminare”, di volta in volta, ogni singolare momento della nostra esistenza. Illuminare vuol dire anche gettare la luce sulle cose, poter riconoscere in esse un significato, una qualche forma di senso che le renda familiari a noi stessi. – poco cambia che tale senso cambi o che finisca per ricadere su altre cose – . Questo vuol dire assegnare un senso. Però, d’altra parte, c’è una forma di vivere più ottusa, la quale mira soltanto all’immediato soddisfacimento dei propri bisogni essenziali. Tutto questo e’ normale. Ma è sufficiente?

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