Realtà virtuale e\o realtà aumentata

In un’epoca come la nostra, in cui virtuale e reale appaiono legati così profondamente da confondersi, non si può non fare i conti con quella che molti definiscono “realtà aumentata”. E’ davvero di un tipo di realtà “aumentata” che stiamo parlando? No, prendetelo pure come un interrogativo messo lì, in attesa di fare chiarezza. Da dove nasce questo bisogno impellente di virtualità? E se tale virtualità fosse connaturata alla stessa natura della mente umana? Non mi ricordo chi scrisse, o semplicemente disse che la letteratura e’ la dimostrazione che la vita, quella reale – che poi sia più o meno reale di un’altra e’ tutto da stabilire – non basta. Abbiamo bisogno di intessere connessioni virtuali, che non siano soltanto pensieri, ma anche immagini, o frammenti di esse in quanto tali. Abbiamo bisogno continuamente di esercitare la nostra immaginazione, di costruire castelli di carta, anche se immancabilmente, come ogni altra volta, cascheranno giù mille e altre mille volte. Abbiamo bisogno di proiettarci oltre la nostra esistenza carnale, altrimenti in quale altro modo si potrebbe spiegare il corredo di avatar e immagini virtuali con le quali costruiamo, tassello dopo tassello, la nostra identità virtuale? C’è qualcosa che ci spinge oltre la nostra esistenza materiale, sino al nucleo pulsante della nostra mente, della nostra facoltà inventiva. C’è ancora chi sostiene che tutti gli uomini abbiano il privilegio di essere artisti, nei sogni s’intende. E se ciò fosse estendibile anche alla realtà virtuale? Al mondo degli internauti? Certo, fa sorridere il pensiero che delle persone in carne ed ossa possano rincorrere degli animali virtuali lungo i binari di una stazione. Certo, fa ridere. Ma mi fa sorridere anche pensare a come, ogni giorno, ci si intrattenga con persone celate dietro ad una avatar, come si costituiscano facilmente all’interno di tale mondo virtuale delle vere e proprie reti connettive sociali, e, anche come infine basti un nulla per abbatterle, nient’altro che un click su “elimina”. E poi forse ci si riveglia, ma da quale realtà e, soprattutto, quale sia la realtà “vera” non saprei dirlo…

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