I miei giorni

I miei giorni sono reti metalliche,

vuoti amplessi ,

ascessi di impurità,

Tutto ciò che è buono

e’ più dentro,

sotto quello spesso strato di membra.

Osservare se stessi,

vuol dire lanciare sassi nel proprio stagno

E non ritrovare più il fondo.

Così resto fedele a me stesso,

negli inframezzi del vuoto,

nell’ombra riflessa della luce.

L. S.

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