Sulla soglia dell’attimo

È vero, caro Friedrich, forse la felicità eterna e’ soltanto un oblio strappato alla coscienza, persino al tempo. Hai provato a chiedere ad un animale del perché fosse felice, ma non facesti in tempo a porgergli la domanda che l’aveva già dimenticata, compresa la sua risposta. Si, forse, hai ragione tu, essere felici vuol dire sedersi sulla soglia dell’attimo e non provare alcuna vertigine. Ma possibile che la follia sia l’unica soluzione, oppure esiste un’altra definizione al chiudere gli occhi, da te descritto, in quell’attimo fuori dal tempo? Il problema resta quello dell’obbligato ritorno a se stessi, al nucleo indissolubile della coscienza, al rumorìo dei pensieri. Sono d’accordo con te, pensare è una maledizione, ma non credo vi si possa sfuggire se non al costo della vita, dello spegnimento di quella stessa coscienza.

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