Memoria, ricordo e Kafka.

Il vecchio Locke ci aveva visto male, non v’e’ alcun legame tra memoria ed identità. Poiché ad identificarci non è tanto la memoria di quello che eravamo quanto invece il ricordo. Quest’ultimo non rappresenta soltanto la memoria storica della nostra vita, ma, ancor di più, rappresenta quel guazzabuglio che il vissuto e’, ovvero quell’insieme caotico di stati emotivi, esistenziali che sono in qualche modo legati a determinati situazioni, fasi o momenti del nostro passato. Così tanto per fare un esempio, non dimenticherò mai quel treno di ritorno notturno da Milano. A stemperare la profonda amarezza, lo sgretolarsi di ogni illusione, c’era soltanto un piccolo volume bianco, I racconti di Kafka. Qualcosa dentro di me ha iniziato a crescere a mia insaputa. Quella è stata la mia metamorfosi. Così pensavo che forse non si cresce, così un po’ alla volta, gradualmente, bensì attraverso brusche interruzioni come colpi ben assestati. Chiaramente io non sono più quello che ero allora, ma nemmeno quello che ero qualche anno fa, eppure in una piccola misura lo sono ancora. Si, queste non sono parole mie, decisamente: il seme non è più il frutto, però il seme era nel frutto. Il seme era il frutto. Prima (?).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: