Un’ontologia del vuoto

L’unica filosofia a cui potrei aspirare oggi sarebbe nient’altro che un’arte in grado di padroneggiare il vuoto. Il vuoto e’ innanzitutto assenza di fondamento; premesso ciò, la mia stessa vita ha rivelato la mia incapacità di stare ben fisso al centro. Nietzsche ci parla dell’essere mediocre come di colui che e’ perfettamente compiuto in se stesso, ben fisso all’interno dei propri limiti; un essere che e’ pertanto completo all’interno del suo piccolo, o addirittura microscopico, fulcro d’esistenza. È più di un invito alla mediocrità, letta in una chiave di significato positiva. Invece, riguardo a chi come non sa stare in alcun modo dritto sulle proprie gambe e pertanto non sa proprio dove sia questo centro, questo fondamento, non resta altro che addomesticare il vuoto…

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