La felicità (2)

L’intero impianto della nostra vita sembra essere guidato dalla ricerca della felicità. Ma come tutti gli ideali più astratti, anche quello relativo alla felicità, dovrebbe essere passibile di ulteriori indagini, nonché di un esercizio di decostruzione, tanto per chiarire quali elementi non gli appartengano sicuramente. Innanzitutto, si può certamente sostenere che la felicità non sia riducibile e riconducibile alla ricerca di un principio di piacere; essere felici non consiste, semplicemente, in un appagamento dei sensi, per quanto anch’esso possa arrecarci delle sensazioni piacevoli. Per quanto la felicità sia declinata in milioni di modi, essa sembrerebbe essere un concetto più intellettuale, qualcosa di maggiormente costruito. Un fine da costruire interamente sulla base del intera impalcatura di senso che si attribuisce alla propria esistenza. La felicità e’ forse frutto di una rappresentazione? Eppure non dura che un solo attimo e la sua natura non è per niente durevole. Essa sembra quasi essere priva di qualunque sostanza reale, come se fosse solo un particolare rivolgimento alla vita. Aristotele identifica la felicità con la realizzazione di una “vita buona”, come se essa fosse il “sommo bene” a cui ognuno dovrebbe tendere e pertanto ne fa un principio assoluto, nel senso di un fine il cui senso oltrepassa ogni esistenza intesa singolarmente. E ancora, riconosce in modo assoluto la felicità anche in una vita interamente condotta all’insegna dell’uso delle proprie facoltà razionali. Ragione e felicità.

E se non fosse soltanto questo? È possibile che data la sua estrema caducità ed episodicità la si confonda con qualcos’altro? Infine, mi domando, tanto per riprendere un precedente intervento, se non sia nient’altro che un momento di oblio strappato alla nostra coscienza; ciò spiegherebbe come mai la felicità mi invada, di tanto in tanto, soltanto il tempo di un attimo seppur dilatato, senza che vi sia alcun motivo apparente. Siamo sicuri che la felicità debba essere giustamente considerata il fine “razionale” di tutta la nostra esistenza? Io non ne sono piu’ persuaso. Credo che esista un fine più durevole e maturo della felicità.

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Una Risposta to “La felicità (2)”

  1. […] perde il piacere di godere dell’esistenza … […]

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