Archive for the Senza categoria Category

Principio di uguaglianza (?)

Posted in Senza categoria on 5 maggio 2017 by luigisomma87

Il rumore, l’ostentazione, il chiacchiericcio isterico, la ricerca ossessiva dell’immagine, a cui si aggiunge un linguaggio sconnesso, carente e claudicante – che quasi per un principio di compensazione sconfina nella violenza verbale ( si pensi al comico-politico urlante) sono tutti sintomi di decadenza della nostra società. Del resto, si accordano bene con la velocità con cui si muove tutto ciò che abbiamo intorno. Ma poco si accordano con la sostanza, con il pensiero maturo e auto-cosciente, con l’adesione a dei valori che sopravvivano a noi stessi. Poi ci si meraviglia del perché le persone non sappiano che cos’è la filosofia. Si, certo. La specie andrà comunque avanti. Per carità. Ma siamo sicuri che questo andare “avanti” sia comunque “progresso”? Non perché queste cose non ci fossero anche prima, ma appartenevano al “volgo” a cui si contrapponeva comunque una classe elitaria, capace di incarnare valori e modelli superiori. Ma se èlite e volgo ormai in nulla si distinguono se non per gli abiti e le scarpe che indossano, che possibilità di crescita abbiamo? Dove ricercare le origini, intendo nel nostro paese, di questo livellamento verso il basso?

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La cura

Posted in Senza categoria on 3 maggio 2017 by luigisomma87

È inutile affannarsi più di tanto, alcune esistenze, chiamatele pure “vite”, non hanno di per sè alcun senso. Chi ha detto che debbano averlo necessariamente? Nemmeno uno scopo. E nemmeno un progetto, manco a parlarne. L’unica manifestazione d’esistenza di cui sono capaci e’ soltanto un semplice impulso ad “essere” – giusto una tacca al di sopra del semplice esistere: ciò equivale ad una specie di “cura” di se stessi, di ciò che è in sè autentico. Di ciò che resta del movimento collettivo del mondo, di quella quotidianità invadente e, allo stesso tempo, tanto intima quanto più estranea. Così, al contrario di tutto, scrivere, così come “pensare”, mi e’ sempre sembrato così naturale, quasi come il manifestarsi materiale di un atto fisiologico. E quando accade, mi sembra quasi di scuotere delle pareti invisibili, di opporre una qualche resistenza ad un nemico indistinto e inconsistente; scrivere e’, per me, un po’ come ritornare al centro “essenziale” di me stesso – ma è più un “raccoglimento” che una riduzione.

Posted in Senza categoria on 8 aprile 2017 by luigisomma87

E la resa dei vinti – di chi non ce l’ha fatta – non conosce rimedi e nemmeno consolatori. Anche le parole sembrano ormai appassite. Resta solo l’inevitabile, soltanto la forza di gravità…

La felicità (2)

Posted in Senza categoria on 14 marzo 2017 by luigisomma87

L’intero impianto della nostra vita sembra essere guidato dalla ricerca della felicità. Ma come tutti gli ideali più astratti, anche quello relativo alla felicità, dovrebbe essere passibile di ulteriori indagini, nonché di un esercizio di decostruzione, tanto per chiarire quali elementi non gli appartengano sicuramente. Innanzitutto, si può certamente sostenere che la felicità non sia riducibile e riconducibile alla ricerca di un principio di piacere; essere felici non consiste, semplicemente, in un appagamento dei sensi, per quanto anch’esso possa arrecarci delle sensazioni piacevoli. Per quanto la felicità sia declinata in milioni di modi, essa sembrerebbe essere un concetto più intellettuale, qualcosa di maggiormente costruito. Un fine da costruire interamente sulla base del intera impalcatura di senso che si attribuisce alla propria esistenza. La felicità e’ forse frutto di una rappresentazione? Eppure non dura che un solo attimo e la sua natura non è per niente durevole. Essa sembra quasi essere priva di qualunque sostanza reale, come se fosse solo un particolare rivolgimento alla vita. Aristotele identifica la felicità con la realizzazione di una “vita buona”, come se essa fosse il “sommo bene” a cui ognuno dovrebbe tendere e pertanto ne fa un principio assoluto, nel senso di un fine il cui senso oltrepassa ogni esistenza intesa singolarmente. E ancora, riconosce in modo assoluto la felicità anche in una vita interamente condotta all’insegna dell’uso delle proprie facoltà razionali. Ragione e felicità.

E se non fosse soltanto questo? È possibile che data la sua estrema caducità ed episodicità la si confonda con qualcos’altro? Infine, mi domando, tanto per riprendere un precedente intervento, se non sia nient’altro che un momento di oblio strappato alla nostra coscienza; ciò spiegherebbe come mai la felicità mi invada, di tanto in tanto, soltanto il tempo di un attimo seppur dilatato, senza che vi sia alcun motivo apparente. Siamo sicuri che la felicità debba essere giustamente considerata il fine “razionale” di tutta la nostra esistenza? Io non ne sono piu’ persuaso. Credo che esista un fine più durevole e maturo della felicità.

La natura del desiderio

Posted in Senza categoria on 5 marzo 2017 by luigisomma87

Tutte le cose che vagheggiamo sono in un certo senso dei non-luoghi, o delle non-cose, nient’altro che intercapedini poste tra la realtà e la sua rappresentazione – ciò che immaginiamo di essa nella nostra mente -. Se a volte il desiderio ci inganna proiettando un immagine verosimile del proprio oggetto, noi continuiamo a conferire a quest’ultimo sostanza come se fosse reale: mentre ad essere reale e’ soltanto il desiderio medesimo, il suo carattere seduttivo. Ciò che spinge alla vita e alla sua perpetuazione  e’ proprio il desiderio, ma pur rappresentando esso un istinto primario alla nascita e alla conservazione della vita, ne costituisce nel contempo anche il volto illusorio e ingannevole. Cosicchè ció che ci spinge in alto e’ anche ciò che può farci precipitare nell’abisso più profondo.

Divertissement

Posted in Senza categoria on 20 febbraio 2017 by luigisomma87

Credo che l’unica risposta ad un certo modo di vivere dei giorni nostri debba essere ricercata nel pensiero di Pascal, tanto per soffiare via un po’ di quella vecchia polvere che spesso si annida sulla filosofia. Nei “Pensieri” Pascal sottolinea l’incapacità dell’uomo di far fronte al presente e di farsi carico del carattere “essenziale” dell’esistenza ( la morte, la miseria, l’ignoranza ). Come? proiettandosi incessantemente verso il futuro nell’illusione in tal modo di poterlo addomesticare, di controllarne il realizzarsi, ma anche attraverso ogni genere di distrazione o vuoto divertimento, come se questo movimento incessante potesse colmare il vuoto di senso – ciò che egli definisce la noia – di chi non è capace più di vivere una vita “cosciente”. “Tutti i guai dell’uomo derivano dal non saper stare fermo in una stanza“, poiché essendo gli uomini incapaci di volgersi al pensiero  e rifugiandosi nell’immaginazione – la quale è illusoria per sua natura- finiscono per attribuire ai loro divertimenti – persino ai beni materiali di cui godono nel corso della propria vita – un significato assoluto che questi non possiedono, proiettando in essi il proprio incessante desiderio di felicità e allegria. Cosicché la loro vita si svolge, così tanto per dire, mentre essi sono voltati da un’altra parte.

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Un’ontologia del vuoto

Posted in Senza categoria on 10 febbraio 2017 by luigisomma87

L’unica filosofia a cui potrei aspirare oggi sarebbe nient’altro che un’arte in grado di padroneggiare il vuoto. Il vuoto e’ innanzitutto assenza di fondamento; premesso ciò, la mia stessa vita ha rivelato la mia incapacità di stare ben fisso al centro. Nietzsche ci parla dell’essere mediocre come di colui che e’ perfettamente compiuto in se stesso, ben fisso all’interno dei propri limiti; un essere che e’ pertanto completo all’interno del suo piccolo, o addirittura microscopico, fulcro d’esistenza. È più di un invito alla mediocrità, letta in una chiave di significato positiva. Invece, riguardo a chi come non sa stare in alcun modo dritto sulle proprie gambe e pertanto non sa proprio dove sia questo centro, questo fondamento, non resta altro che addomesticare il vuoto…